Ciao Fabrizio

Iforquetl MACOM ricorda con commozione e affetto il Prof. Fabrizio Forquet.

 

 

Non abbiamo parole. Vogliamo ricordare Fabrizio, con sobrietà, con le parole di un grande giornalista e suo maestro, Guido Compagna.

Fabrizio Forquet, giornalista e gran signore napoletano.
Oggi, a 48 anni, ci ha lasciato Fabrizio Forquet, vicedirettore de “Il Sole 24 ore”. Ho avuto l’onore, ma soprattutto il piacere di averlo conosciuto (aveva 22 anni meno di me), circa una ventina di anni fa quando (indegnamente) mi occupavo di giornalismo sindacale alla Scuola di comunicazione della Luiss. Una classe straordinaria. Tra gli allievi c’erano anche Valentina Consiglio che sarebbe stata sua moglie, Chiara Geloni, Stefania Podda, Vittorio Nuti e altri di pari valore. Molti di loro sono diventati bravi giornalisti e soprattutto tra loro sono rimasti amici.
Con azzardato compiacimento potrei dire che nei miei ricordi colloco quella piccola comunità accanto ad un’ altra classe: quella che al liceo Umberto di Napoli aveva frequentato mio padre, avendo per compagni di scuola Francesco Rosi, Raffaele La Capria, Antonio Ghirelli, Giuseppe Patroni Griffi e Rosellina Balbi.
Fabrizio è stato un giornalista molto bravo. Riusciva a tenere insieme una innata capacità di essere simpatico, un tratto di grande e antica signorilità, ma sapeva essere anche “tosto” il giusto per poter esercitare un ruolo di responsabilità organizzativa in un grande giornale. E’ stato un bravissimo capo della redazione romana ed un altrettanto bravo vicedirettore.
Ma soprattutto era un gran signore, come, talvolta, meglio di altri, riescono ad esserlo i napoletani. La sua era ed è una delle più stimate famiglie della città. Suo padre, tra l’altro, è probabilmente il più forte giocatore di bridge del mondo di tutti i tempi.
Oltre alla stessa scuola di giornalismo, allo stesso giornale, in anni precedenti e in tempi diversi abbiamo frequentato gli stessi circoli. Quelli, i cui abituè proprio Raffaele La Capria aveva descritto così bene nel suo amaro e bellissimo “Ferito a morte”.
Sia lieve a Fabrizio la terra e dolce il ricordo ai molti che gli hanno voluto bene.

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